Ciao Umberto, come ti aveva già accennato Giusy, ti invio una breve considerazione sui tuoi lavori con l'augurio che tu possa
riuscire a non disperdere i tuoi sogni.
Si possono disperdere i sogni?
Evidentemente no, se si ha l'ardire e la costanza di coltivarli, curarli quasi fossero teneri germogli da proteggere dalle insidie dei venti. E il mondo pittorico di Umberto Gorirossi pullula di sogni che animano le tele, colorandole ora di delicate tinte pastello ora di colori caldi, che accendono interessanti giochi cromatici evidenziando la sua natura mediterranea. Visioni al limite del fiabesco in questi suoi primi lavori, "Esotik", "Venere nudo di donna", "Virtù", "Scelte e compromessi", "Libertà", "Tramonto napoletano" fino a quel "Sogni dispersi" che mostra la particolare evoluzione del tratto e dell'impianto narrativo della sua pittura. Una pittura chissà - viene da chiedersi - quali altre sorprese riserverà in futuro. Essenziale e pulito appare il segno che, nella sua semplicità compositiva, traccia figure simboliche che ben si prestano ad una lettura introspettiva. C'è un evidente piano narrativo in ogni sua opera che diventa trasposizione del suo inconscio, traduzione segnica e cromatica dei suoi desideri come delle sue paure. E' possibile rintracciare in questo singolare e iniziale percorso artistico elementi ricorrenti che legano la visione del mondo propria dell'autore con l'immaginario collettivo: le catene, i castelli, gli squarci diventano metafora del desiderio di affermarsi e costruire, del bisogno di libertà. Di quella libertà espressiva e creativa inseguita e ricercata attraverso il linguaggio dell'arte. E non è forse l'arte il vocabolario per comunicare con il mondo e al mondo il proprio pensiero? E non è forse il pensiero l'essenza dell'anima? Un'anima combattiva che sa indagare la propria intimità convinta che c'è sempre un motivo, e soprattutto, un'altra chance da cogliere. Vivere, d'altronde, non significa non sbagliare, non osare. Piuttosto andare avanti, cadere e rialzarsi, ma arrendersi mai.
Antonietta Fulvio
(giornalista, responsabile settore comunicazione Il Raggio Verde s.r.l.)
Lecce, 10 Giugno 2005